Non si può certamente pensare che per Ennio la musica non sia stata un elemento importante nella sua vita. Studiare con la radio a tutto gas è una caratteristica di molti  teen-agers, ma attrezzarsi di spazzole per abiti e sedie per seguire ritmicamente le proposte del primo rock negli anni '50 (intorno ai 10  anni), è  più inusuale. Se poi ci aggiungi l'uso sfrenato di vari strumenti "giocattolo", da trombette a xilofoni e via dicendo, il gioco è fatto.

Probabilmente la passione era stata ereditata dal padre, anche se con gusti musicali diversi.

Intorno ai 13-14 anni fu fatale un pomeriggio di studio a casa di un compagno di scuola che imbracciò una "sgangherata" chitarra, strimpellando  una miriade di canzoni, tutte rigidamente accompagnate utilizzando un giro di DO ! ...  La sensazione fu di ... un miracolo.

Nel frattempo, un amico di infanzia con cui Ennio divise l'adolescenza, Franco Busini, capiva che la batteria doveva essere il suo strumento.  Nacque il primo duetto per chitarra e percussioni in quel quartiere, si dice con vivo disappunto dei vicini di casa.

 

Gli entusiasmi giovanili ebbero gioco facile nel trasformare "innocenti" performances tra amici in desiderio di organizzare un insieme  di persone appassionate del sound di quegli anni (1958).

In effetti, per Ennio è sempre stata preponderante la predisposizione a mettere insieme, possibilmente in modo gradevole, suoni diversi, a pensare break di batteria, in parole povere a realizzare arrangiamenti, forse più della esecuzione stessa con il suo strumento.

Dopo vari esperimenti, venne il momento di imitare gli Shadows, anche se a Verona esisteva già una formazione (i Misfits, con Renato) molto invidiata da Ennio per la capacità di ottenere proprio quel mitico sound, con veri amplificatori Fender e vere chitarre Fender !

Oltre ad avere il "pallino" di organizzare spettacoli musicali a Verona con i gruppi locali, Ennio fu sempre un punto di riferimento nei Kings, occupandosi della ricerca del cantante (prima Dino Zambelli, successivamente Renato Bernuzzi), della fase di cambiamento tra la prima formazione e quella discografica (RCA con Dino). Inoltre, insieme a Pierpaolo, scrisse anche delle canzoni interpretate dal gruppo, la più significativa delle quali fu "Caffè Amaro".

Chiuso l'esaltante ciclo rock dei Kings,  inizia un periodo dedicato a famiglia e lavoro, non abbandonando mai l'amore per la musica.

Intorno al 1990, il vecchio amico Dario (primi Kings) propose ad Ennio di strimpellare qualcosa insieme, ma nessuno avrebbe sospettato che fosse in embrione la nascita di un nuovo gruppo musicale locale, che avesse osato riproporre covers dei Dire Straits.  Che coraggio, dopo tanto tempo ...!

Ad Ennio e Dario, si aggiunsero Alberto, Simone, Paolo e Fulvio (fratello di Ennio). Fu difficile ricominciare, ma la cosa era stimolante !

Terminato anche il ciclo "Fase Rem", non si poteva rimanere a lungo senza imbracciare un rossa Strato ! Dopo un paio di anni nell'utilizzo del computer per la creazione di basi musicali, Ennio riuscì a convincere Simone (ex cantante dei "Fase Rem"), a ritrovarsi inizialmente per divertimento, poi per esibizioni in pubblico ("Ennio & Simone"), con l'ausilio della nuova tecnologia (sostituzione di basso, batteria e tastiere con un ottimo Pentium ! ...)  Non è certamente la stessa cosa, ma un buon surrogato ! Mark Knopfler ed Eric Clapton entusiasmano Ennio, altri cantautori italiani ed esteri offrono adrenalina a Simone, e ciò basta ed avanza.

Come era prevedibile, nel 2008 i Faserem (Tributo Dire Straits) si sono riformati, con nuovi elementi. E l'avventura prosegue, con buone soddisfazioni !...